mercoledì 25 giugno 2008

Comunicazione virtuale?

Ormai comunichiamo quasi solo più in modo virtuale. Dall'invenzione del telefono in avanti ad esempio. Le lettere si sono perse un po' per strada, quelle righe un po' storte sulle quali fare bella mostra della propria bella o brutta grafia. Andare in cartoleria a scegliere una carta da lettere bella, magari profumata.
Ora ci sono i fax e ancor meglio le mail. Ma ormai anche questi sono superati: da Messenger. Vera droga dei nostri anni, senza la quale ci sentiremmo persi, isolati, abbandonati. Mezzo ideale per combinare serate, raccontarsi le cose, chiedere consigli. Per sfogarsi, confidarsi. Poi il mondo di Facebook, nel quale tutti si conoscono, si ritrovano, chiacchierano, ritrovi i vecchi compagni di scuola, crei gruppi, ti associ ad altri gruppi. La tomba del tempo libero in pratica.
Questa grande voglia di comunicare sembra però non appartenere al mondo reale. Quello in cui siamo tutti chiusi nelle nostre auto, aggrappati al carrello del supermercato, attenti a prendere il nostro guantino, il nostro sacchettino, a metterci in ordine tutti in fila indiana. Contando che alla cassa meno dici pezzi, ci siamo attenuti a quella semplice regola. Quando qualcuno che non conosciamo ci rivolge la parola siamo colti sempre da una totale diffidenza. Squadriamo dall'alto in basso, credendo intimamente che questa persona ci stia per ipnotizzare, derubare, truffare.
Tutto questo semplice mondo, che di solito mi aspetta là fuori non appena esco dall'ufficio, si smaterializza quando vado in giro con mia mamma. Donna in grado di entrare di prepotenza all'interno della "sfera intima" di tutte le persone, facendoli passare dallo "stare sulle proprie" allo stadio "ridi, scherza, racconta la storia della tua vita" nel giro di poche battute. Quando giro con lei, per strada, alla fermata dell'autobus, in sala d'attesa dall'oculista, al supermercato, insomma ovunque, trova persone che alla fine non vedevano l'ora di essere "approcciate", che hanno voglia di chiacchierare, di raccontarsi. Con davanti la persona giusta sono in grado di raccontarti particolari di ogni genere sulla loro vita privata, figli, marito, animali domestici. Abitudini alimentari, gusti in fatto di abbigliamento. Insomma vedere la vita attraverso questo "varco dimensionale" fa vedere l'altro lato delle persone, quello che tengono nascosto.

4 commenti:

Mammazan ha detto...

Mifai arrossire di piacere amore mio!!!!
Non sarà invece che sono solo un'attaccabottone matricolata?
Comunque il tuo è AMORE PURO!!!!
Mams

Simone ha detto...

Anche se noi siamo passati al terzo posto dopo Ninì e il suo blog!
Cmq bisogna imparare da lei: è troppo la migliore

Ciboulette ha detto...

Ciao Valentina
arrivo qui dritta dritta dal blog di tua mamma, che e' una forza della natura, e mi ha segnalato questo post proprio perche' osservavo divertita che ha una chiacchiera notevole, e che con lei nessuno potrebbe rimanere taciturno!!!

Penso che sia una grande qualita', soprattutto per chi e' un po' chiuso come me, queste "spintarelle" all'apertura sono un toccasana!

Riflessioni giustissime in questo post, a volte sembriamo socievolissimi nel mondo virtuale, e alienati nella vita reale....

Scusami il commento cosi lungo, io parlo poco, ma divento logorroica quando scrivo! Ora viaggio un po' per il tuo blog, a presto e complimenti per la mamma!!!

Vale ha detto...

Ciao Ciboulette!
Si la mia mamma è una forza della natura. Il meglio lo da tra i banchi del mercato. A volte verrebbe da sotterrarsi quando contratta con i venditori qualsiasi cosa!! Mi ha fatto piacere la tua visita!! Alla prossima. Vale